4 July 2007

LOTTA MORRONESE : NO AI 200 APPARTAMENTI

Filed under: POLITICA MORRONESE, AMBIENTE — odeon @ 12:11

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Castel Morrone - Con delibera di Giunta Comunale n° 32 del 03/05/2007 è stato approvato il progetto per la costruzione degli alloggi destinati alle giovani coppie. Il progetto in questione fu già stato presentato alla popolazione nell’incontro che il Sindaco Pietro Riello tenne presso l’aula magna dell’Istituto Comprensivo nel mese di Dicembre. Infatti, come si legge dalla delibera di Giunta in questione, la prima deliberazione in merito fu fatta in data 07/12/2006, con delibera n. 98, con la quale si andarono ad approvare il bando di individuazione del soggetto attuatore, il disciplinare di gara, lo schema di domanda di partecipazione al bando, schema di convenzione regolante i rapporti tra imprenditore e Comune, schema del bando di assegnazione degli alloggi e lo schema di domanda di partecipazione all’assegnazione degli alloggi. Gli alloggi in oggetto saranno realizzati su terreno comunale individuato, sulla base del fabbisogno abitativo, dal responsabile dell’area tecnica Ing. Lorenzo Serino. Proprio sulla questione interviene il Sindaco Pietro Riello il quale afferma “il progetto in questione rientra in quello più ampio di riqualificazione, sviluppo ed integrazione del territorio morronese, questo progetto tende non solo a far restare i giovani sul territorio morronese ma anche ad attrarne degli altri dandogli la possibilità di vivere tra le colline tifatine. Un progetto questo che, come si evince dagli atti, è gia in fase avanzata e che a breve inizierà a dare i suoi frutti”.

RIFIUTI, IN CAMPANIA LA TARSU PIU’ SALATA

Filed under: NEWS, AMBIENTE — odeon @ 11:59

Indagine:60 euro più di media nazionale

Sono gli abitanti della Campania, gli italiani su cui grava più pesantemente la tassa di smaltimento dei rifiuti. Nella regione la “Tarsu” è mediamente più “salata” rispetto alle altre zone della penisola: quasi 60 euro in più della media nazionale. La più consistente variazione tra il 2005 ed il 2006 si è registrata in Umbria, con il 22%. Lo rivela un’indagine dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva.

La ricerca - che si basa su una famiglia-tipo composta da tre persone e reddito lordo complessivo di 44.200 euro ed una casa di proprietà di 100 metri quadrati - identifica Sicilia e Sardegna come le altre due regioni dove, oltre alla Campania, si spende di più per smaltire i rifiuti. Inoltre, a dieci anni di distanza dal Decreto Ronchi del 1997, solo il 41% dei comuni capoluogo di provincia ha adottato, a fine 2006, la Tariffa d’igiene ambientale (Tia), mentre il 59% è rimasta ferma alla Tarsu (Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani). Quanto alle Regioni, quelle che non hanno neanche un comune con la nuova Tia sono Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Valle d’Aosta. Quelle in cui tutti i comuni hanno invece applicato la nuova tariffa sono Trentino Alto Adige, Umbria e Veneto.

Ecco le top-ten delle città più costose e di quelle più economiche per la tassa di smaltimento dei rifiuti o per la tariffa d’igiene ambientale, in base all’indagine dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva.

LE DIECI CITTA’ PIU’ COSTOSE DEL 2006
CASERTA 393 EURO
ENNA 348 ”
SIRACUSA 323 ”
LIVORNO 321 ”
ASTI 305 ”
FERRARA 305 ”
LATINA 292 ”
NUORO 286 ”
NAPOLI 283 ”
BRINDISI 279 ”

LE DIECI CITTA’ PIU’ ECONOMICHE DEL 2006
R. CALABRIA 95 EURO
ISERNIA 114 ”
PORDENONE 115 ”
BRESCIA 119 ”
CAMPOBASSO 121 ”
CREMONA 124 ”
MATERA 125 ”
V. VALENTIA 129 ”
PESCARA 133 ”
VITERBO 139 “

29 June 2007

Lo Uttaro

Filed under: POLITICA, EVENTI, NEWS, AMBIENTE — odeon @ 16:53

Lo Uttaro

28 June 2007

TERMOVALORIZZARE?

Filed under: AMBIENTE — odeon @ 22:20

termovalorizzatore2.jpg

TERMOVALORIZZATORE ?

Filed under: AMBIENTE — odeon @ 22:16

Uno studio del WWF Veneto ( http://www.wwf.it/Lazio/documenti/pag_rifiuti_inceneritori5.asp ) ha stabilito che l’energia risparmiata con il riciclaggio è di gran lunga superiore a quella recuperata da un inceneritore. Allora perché si continua a pontificare su questi meravigliosi impianti, chiamati termovalorizzatori come se fossero completamente differenti dagli inceneritori?

Risposta: marketing. La parola inceneritore ricorda diossina, ricorda Seveso, ricorda morti di cancro, malattie respiratorie, inquinamento di campi e di bestiame. Nessuno vuole un inceneritore. Allora venne il colpo di genio all’ASM Brescia, la multiutility che viene presa a modello in tutta Italia per la costruzione degli inceneritori. Disse un ingegnere: «chiamiamoli termoutilizzatori, così la gente penserà che siano una cosa diversa». E così si fece.
In seguito si adottò il termine ancora più ingannevole di termovalorizzatore.
Da tenere presente che questo vocabolo non esiste in nessun altra lingua europea (e forse del mondo): viene usata soltanto dai promotori degli inceneritori (costruttori e amministratori loro amici); nella normativa italiana e in quella europea non esiste, esiste il termine inceneritore a recupero energetico o impianto di incenerimento.
Proprio la direttiva 2000/76 definisce cosa si intende per impianto di incenerimento: tutte le strutture che fanno parte di un’area che ha lo scopo ultimo di smaltire i rifiuti per incenerimento (art. 3 comma 4 dir. 2000/76/CE).
A Parma sono doppiamente scorretti perché, oltre a chiamarlo termovalorizzatore, lo chiamano anche PAI, ossia Polo Ambientale Integrato, in un atto pubblico come la delibera comunale del 31 marzo 2006: è la dura legge del marketing.

UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA AI TERMOVALORIZZATORI

Filed under: POLITICA, AMBIENTE — odeon @ 12:22

Una soluzione alternativa ai termovalorizzatori:
Tratto da:
http://ilprofessorechos.blogosfere.it/2006/10/termovalorizzatore-e-pirolisi-1.html

Il termovalorizzatore è un impianto che brucia i rifiuti provenienti da un accurato processo di
raccolta differenziata. E’ cioè un inceneritore che usa il calore prodotto per generare energia.
Tuttavia, pur essendo meno inquinanti degli obsoleti inceneritori, i termovalorizzatori non riescono ad eliminare la diossina, tossica e cancerogena, presente nei fumi di scarico. Inoltre, studi sul particolato e sulle nanopolveri ne mettono seriamente in dubbio la compatibilità ambientale. E proprio per i dubbi sulla loro tossicità, i termovalorizzatori sono poco diffusi e molto osteggiati dalla popolazione.
Ma ora, forse, si è trovato il modo di smaltire i rifiuti urbani, con un impatto ambientale minimo, producendo eco-energia.
In Italia è l’Enea ad aprire questa prospettiva, già sperimentata in Germania e in Islanda.
In futuro, la tecnica che trasformerà la maggior parte dei rifiuti in energia termica ed elettrica e che sostituirà gli inceneritori si chiama “pirolisi “.
La pirolisi (ne ha parlato anche Ecoblog , qualche tempo fa) è un processo di degradazione termica in assenza di ossigeno. E’ una tecnica che, con particolari accorgimenti tecnici, l’utilizzo di uno speciale tipo di forno (kiln), la dissociazione molecolare tra 400 e 800°C (contro i 1300 °C degli inceneritori), può raggiungere performances ottimali, quali la totale assenza di diossine e furani (composti tossicologicamente simili), oltre ai fumi con le polveri. È un processo endotermico (per spezzare i legami tra gli atomi dei reagenti occorre fornire energia) e può essere regolato, cioè abbassato o aumentato. È particolarmente indicata proprio in presenza di materiali assai diversi fra di loro. Può operare con a monte la raccolta differenziata, ma anche senza.
Inoltre, la pirolisi potrà trattare la frazione umida insieme con la frazione secca del rifiuto, con ottimi risultati che possono toccare punte del 90% di produzione di gas e 10% di residuo inerte in discarica, contro circa il 50% dei termovalorizzatori.
Della nuova tecnica ne ha parlato all’ANSA, Angelo Moreno, ricercatore dell’Enea: “In questo modo si consente la minimizzazione dell’impatto ambientale, vale a dire, un minor numero e minore uso delle discariche, che e’ tra i primi obiettivi ambientali nella gestione rifiuti in Italia. Inquinanti quali i composti dello zolfo, gli ossidi di azoto, il monossido di carbonio diminuiscono fino alla meta’ mentre quelli pesanti si riducono del 50%. Se poi, prosegue il ricercatore dell’Enea, un tale sistema venisse accoppiato con una tecnologia ad alta efficienza, quali le celle a combustibile ad alta temperatura che possono sfruttare in maniera ottimale il syn-gas prodotto, questa potrebbe rappresentare la soluzione tecnologica ottimale al problema dei rifiuti, dal punto di vista ambientale, Dai residui della pirolisi si estraggono combustibili per turbine a gas o per motori diesel che, in parte alimentano il funzionamento dell’impianto e in parte vengono trasformate in energia da immettere nella rete.

Dal sito del Sole24Ore

Il Gip del Tribunale di Napoli Rosanna Saraceno ha disposto l’interdizione ai contratti con la pubblica amministrazione per un anno, relativamente alle sole attività di smaltimento, trattamento e recupero energetico dei rifiuti, nei confronti di alcune società del Gruppo Impregilo che gestiscono i sette impianti di combustibile da rifiuti della Campania. Le aziende coinvolte sono Impregilo, Fisia, e Fibe Campania.
Il Gip ha accolto le richieste dei Pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, al termine di una indagine sull’ipotesi di truffa aggravata.

Le indagini hanno portato anche al sequestro di circa 750 milioni di euro, somme dovute alle società da parte di molte amministrazioni municipali campane, o relative ad anticipi del commissariato emergenza rifiuti, per la costruzione del termovalorizzatore di Acerra. Nell’ambito dell’indagine il giudice ha disposto, nel dettaglio, il sequestro di 53 milioni di euro per le spese anticipate dal commissariato di governo per la costruzione degli impianti delle province campane diverse da Napoli, di circa 302 milioni quale tariffa di smaltimento regolarmente incassata; di documenti rappresentativi dei crediti certi, liquidi ed esigibili inerenti alle tariffe non ancora incassate pari a circa 142 milioni; di circa 100 milioni per le altre spese sostenute dal commissariato di governo che per contratto erano a carico delle affidatarie; di 52 milioni circa corrispondenti al mancato deposito cauzionale previsto dal contratto d’appalto; di circa 104 milioni pari al valore del termovalorizzatore di Acerra.

Al provvedimento restrittivo di questa mattina si è giunti dopo una lunga indagine, che ha preso spunto dal periodo in cui, nell’ambito del piano per lo smaltimento dei rifiuti, elaborato dalla Regione Campania, fu espletata una gara d’appalto a seguito della quale risultò aggiudicataria un’associazione di imprese costituita da Fibe e Fisia Campania, che provvide a realizzare i sette impianti per il Cdr, dove stoccare i rifiuti in attesa della realizzazione dei termovalorizzatori.