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Castel Morrone - Con delibera di Giunta Comunale n° 32 del 03/05/2007 è stato approvato il progetto per la costruzione degli alloggi destinati alle giovani coppie. Il progetto in questione fu già stato presentato alla popolazione nell’incontro che il Sindaco Pietro Riello tenne presso l’aula magna dell’Istituto Comprensivo nel mese di Dicembre. Infatti, come si legge dalla delibera di Giunta in questione, la prima deliberazione in merito fu fatta in data 07/12/2006, con delibera n. 98, con la quale si andarono ad approvare il bando di individuazione del soggetto attuatore, il disciplinare di gara, lo schema di domanda di partecipazione al bando, schema di convenzione regolante i rapporti tra imprenditore e Comune, schema del bando di assegnazione degli alloggi e lo schema di domanda di partecipazione all’assegnazione degli alloggi. Gli alloggi in oggetto saranno realizzati su terreno comunale individuato, sulla base del fabbisogno abitativo, dal responsabile dell’area tecnica Ing. Lorenzo Serino. Proprio sulla questione interviene il Sindaco Pietro Riello il quale afferma “il progetto in questione rientra in quello più ampio di riqualificazione, sviluppo ed integrazione del territorio morronese, questo progetto tende non solo a far restare i giovani sul territorio morronese ma anche ad attrarne degli altri dandogli la possibilità di vivere tra le colline tifatine. Un progetto questo che, come si evince dagli atti, è gia in fase avanzata e che a breve inizierà a dare i suoi frutti”.
LOTTA MORRONESE : NO AI 200 APPARTAMENTI
LA RACCOLTA DIFFERENZIATA.

CASTEL MORRONE differenzia, ma la cultura del sud e l’ombra della camorra suscitano molti dubbi, ma oltre a differenziare, c’è altro rimedio?
La raccolta differenziata, nuovo verbo dell’ecologismo e dell’economicita’, è ancora a zero.
Su questo punto bisogna essere rigorosi e pedanti. La differenziazione è l’unica strada alternativa a tante altre, tutte con una sciagura più o meno grande al loro interno.
Se non decolla la raccolta differenziata il problema dello smaltimento dei rifiuti sara’ sempre più
drammatico per l’ambiente e per la vivibilità dei nostri paesi, e strisceranno fino a straripare
alcuni aspetti indotti che segnerebbero un ulteriore gran passo avanti verso il degrado socioeconomico.
E’ noto, anzi notissimo, da centinaia di faldoni di atti processuali, da inchieste giornalistiche
e perfino dalla letteratura sociale che le ecomafie ricavano dallo smaltimento illegale della immondizia una quantità inimmaginabile di ricchezza. Far avanzare la raccolta differenziata significa, drammaticamente qui da noi, recuperare degli spazi di legalita’, delle boccate di ossigeno alla convivenza civile.
Ormai sta entrando nel senso comune che gli impianti di termovalorizzazione sono il minore dei mali, anzi, per un processo di assuefazione alle parole in conseguenza del quale se ne perde il senso, passa la sensazione che tali impianti, nel bilancio del dare e dell’avere, comportino un beneficio complessivo per il territorio che li ospita. E’ ovviamente falso. I termovalorizzatori sono degli impianti industriali di grandi dimensioni, con molta automazione e molto inquinanti, che come contropartita occupazionale offrono molto meno di tante altre tipologie di fabbriche.
Essi hanno poi un appetito da grande balena: la loro convenienza presunta dal punto di vista della produzione dell’energia è tanto piu’ vera quanto più lavorano. Trovarsi un tale impianto sul proprio territorio significherebbe calamitare immondizia a più non posso, e’ questa la sua logica d’esistenza, dai territori vicini e non.
Per questo servizio il nostro comune è affidato all’operatività dell’ ACSA. Si tratta di un’azienda a proprietà pubblica governata, è sempre più evidente man mano che ne leggiamo le vicende in cronaca, da logiche politiche spartitorie piuttosto che dalla cultura dell’efficienza e della produttività.
Senza voler assolutamente entrare nella disputa recente sull’affidamento del servizio da parte
dell’amministrazione chiedo, e ammetto che lo faccio retoricamente, se conosciamo una qualche
azienda governata dalla politica qui in Campania che, come l’Acsa, si regga su risorse pubbliche e allo stesso tempo lavori con criteri di efficienza e economicità. Che sia diretta da persone che oltre alla qualifica, allo stipendio e ai benefit della dirigenza abbiano anche le opportune capacità e un’adeguata cultura industriale. Che sia aggrappata alle proprie competenze e risorse e non alle lobbies politiche per fronteggiare il rischio d’impresa, temuto antagonista quotidiano di ogni azienda.
Le premesse non sono confortanti, ma per adesso questo è cio’ su cui dobbiamo contare.
Resta la considerazione che al di la’ di chi eroga il servizio esiste una responsabilità politica alla quale è opportuno ricordare l’importanza strategica dell’attività di raccolta differenziata e la sua criticità rispetto alla conservazione dell’ambiente e alla riduzione del costo del servizio di smaltimento.
No alla cementificazione

Gli attivisti morronesi dicono no alla cementificazione nel nostro paese!!!
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